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ott 26
2009
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Come ampiamente dibattuto dagli organi di informazione è emergenza occupazione, malgrado illustri economisti e uomini politici di lungo corso si affannino ad affermare che ormai la crisi è acqua passata e che gli effetti della ripresa si faranno sentire al più presto. Il problema è che si stanno perdendo migliaia di posti di lavoro e che il nostro sistema produttivo arranca e perde competitività. Il nostro debito pubblico impedisce ogni manovra di bilancio che possa dare fiato alla nostre imprese, con un aumento della spesa pubblica per infrastrutture come sta avvenendo in altri contesti europei. Il Meridione è ormai decisamente in agonia, con la sfida del rilancio produttivo ed infrastrutturale sostenuta dai fondi europei, decisamente perduta.
Assistiamo ad un generale disinteresse da parte della società civile che ormai ha smesso di indignarsi e pensa solo agli interessi della propria bottega, la coscienza collettiva ha ormai ceduto il passo all'egoismo individuale ed abbiamo smesso di pensare al plurale. Questo veleno ha ormai invaso le arterie della nostra migliore gioventù ormai senza orizzonti culturali collettivi.
Eppure dobbiamo trovare il coraggio di uscire da questo pantano per immaginare qualcosa di diverso, di stimolante, che faccia ripartire il motore della creatività e del buon senso. Diamo una prospettiva ai nostri giovani.





